Milano di giorno e’ come la tua vicina di casa, la vedi uscire di casa sempre alla solita ora. Di fretta, senza trucco con la colazione fatta a metà. Un po’ grigia, sempre uguale tutte le mattine, monocromatica con le strade che fanno tutt’uno con il cielo. Sempre indaffarata la vedi tornare la sera con le buste del super, perennemente sotto stress con la convinzione di avere dimenticato qualcosa di importante. Sempre la stessa, sempre se stessa, ma cattura sempre il tuo sguardo. Questa è Milano di giorno. Ma di sera che farà? Di sera il grigio se ne va, cala lo scuro, si accendono le luci e che lo spettacolo abbia inizio signori. Ogni sera una vicina diversa se vuoi. Con il vestito lungo delle grandi occasioni per portarla fuori a teatro. In jeans e maglietta per un aperitivo sui Navigli. In minigonna e stivali neri per andare a ballare. Vestita di pelle per entrare in locali per pochi adepti. Casual per una serata ad un concerto, rock, jazz, pop. Mille facce, mille Milano diverse con il buio. Tutte, terribilmente e dannatamente intriganti. Poi torna a casa, si leva il trucco e la mattina dopo la rivedi sul pianerottolo di casa con una matita tra i capelli.
Chi la detesta non la conosce fino in fondo. Si ferma alla buccia, il meglio è all’interno e di polpa ce n’è per tutti.Milano fatta di contrasti, puoi trovare le osterie e la movida lungo i Navigli e la circonvallazione e la tangenziale a meno di un chilometro di distanza.Vedi modelle che entrano arrampicate su di un tacco quindici all’ Holliwood e le mignotte rumene quattro incroci più in la’.La maestosità della stazione centrale e l’umanità allo sbando del piazzale Duca D’Aosta.
In questa Milano Alice stava tornando a casa la sera prima in sella al suo scooter. Aveva passato la serata in periferia, tra i palazzoni popolari della Barona. Una serie infinita di parallelepipedi di cemento separati dalla circonvallazione esterna. Una miriade di parabole aggrappate alle pareti e tante brutte storie da raccontare tra quelle mura grezze.Il giornale l’aveva inviata per documentare l’ennesimo fatto di cronaca nera. Una discussione al parchetto era stata risolta con sette coltellate. Un marocchino all’ospedale ed un pakistano che sarebbe tornato a casa disteso con i piedi in avanti. Naturalmente nessuno aveva visto ne sentito nulla, quindi Alice si limitò a raccogliere qualche dichiarazione dei carabinieri giunti sul posto e qualche indiscrezione dai colleghi più anziani. Scrisse il pezzo sul suo mini pc portatile e lo inviò via mail in redazione.Rimise il compaq nel sottosella, indossò il casco, vide l’ora sul cruscotto illuminato di azzurro e decise che quella notte fosse ufficialmente da archiviare.Girò la chiave e apri il gas in direzione dell’amato letto di casa.Questo era il programma ma tre semafori dopo vide qualcosa che non avrebbe dovuto.